WWW: SU INTERNET POTETE TROVARE
Movimento operaio – “La pagina di Antonio
Moscato",
http://antoniomoscato.altervista.org/index.php"
Il sito è nato con l’intenzione di
raccogliere e quindi non far disperdere una notevole quantità di saggi,
articoli, libri ormai introvabili.
Com’è noto Antonio Moscato (Roma,
1938) ha insegnato per decenni Storia
del Movimento operaio e Storia contemporanea presso l’università di Lecce (per
alcuni anni anche Storia e istituzioni dei paesi afroasiatici).
Da qualche mese è andato in pensione e
così ha più tempo per riorganizzare il materiale accumulato, mentre la crisi
accelerata e profonda del movimento operaio e della sinistra italiana rende
urgente il compito di non disperdere un grande lavoro di ricerca e di militanza
politica. Il sito è molto ben fatto ed è diviso in sezioni: Attualità e Polemiche, I grandi nodi del
Novecento, Archivio. Nella prima sezione – come dice il titolo – sono incluse
tutte le principali polemiche condotte da Moscato: sull’URSS innanzitutto e
Nella sezione I grandi nodi del
novecento potrete trovare libri e saggi scritti da Moscato, ma anche testi di
Livio Maitan, Ernest Mandel
e Gianni Rigacci e che altrimenti non sarebbero
facilmente reperibili. Nell’Archivio potete trovare vari libri (scannerizzati)
anch’essi oggi introvabili. Dalla schermata iniziale si può facilmente accedere
agli ultimi articoli pubblicati da Moscato su temi di attualità politica.
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QUALE STATO
n. 1-2, 2009
ANTOLOGIA DELLA CRISI GLOBALE
E’ il trimestrale della Funzione
Pubblica Cgil che abbiamo già recensito
nella sezione Riviste. Qui vogliamo solo segnalarne il sito
http://www.fpcgil.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/685 da cui è
possibile scaricare direttamente l’indice
e l’introduzione di Massimo Florio al volume
in formato pdf.
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11 febbraio
1929 : anniversario dei “Patti Lateranensi”
Ricorre quest’anno l’ottantesimo
anniversario della firma dei Patti Lateranensi tra lo Stato italiano (fascista)
e il Vaticano. I Patti furono due: un Concordato sui reciproci rapporti e un
Trattato, con allegata una Convenzione Finanziaria. Il Trattato Lateranense è
l'atto istitutivo dello Stato della Città del Vaticano, con il quale lo Stato
italiano riconosceva al Papa la piena sovranità e indipendenza sulla sola ed
esclusiva parte del territorio della città di Roma compreso nella cerchia delle
Mura Leonine, oltre che sulla Piazza San Pietro. Questo territorio, pur
estremamente ridotto, è riconosciuto a livello internazionale e assicura
l'indipendenza politico-economica della Santa Sede.
Offriamo una selezione di indirizzi
internet dichiaratamente critici, ma anche informativi sull’argomento.
REVISIONE O ABOLIZIONE
DEL CONCORDATO?
http://www.homolaicus.com/diritto/concordato.htm
Non sappiamo chi gestisce
il sito, che si chiama IDEE PER UN DIRITTO DEMOCRATICO - La laicità e la
democrazia come valori universali,
però i contenuti sono più che accettabili. Il testo della lunghissima
nota parte dal vecchio Concordato per arrivare velocemente al nuovo Concordato
(firmato nel 1984 da Craxi e dal cardinale Casaroli)
che sottopone ad approfondita analisi giuridico-politica.
Ve ne raccomandiamo la lettura.
Altro sito web utile è il
seguente: http://www.uaar.it/laicita/concordato dell’Unione degli
Atei e degli Agnostici Razionalisti (UAAR) che in questo sito offre molti
elementi a favore della abrogazione del Concordato.
Segnaliamo infine il sito
dell’Agenzia delle Entrate (cercatela direttamente con Google)
che spiega dettagliatamente i meccanismi applicativi del CINQUE PER MILLE, termine con cui viene definito il
meccanismo in virtù del quale il cittadino-contribuente può scegliere di
destinare il cinque per mille della propria IRPEF al sostegno del settore no
profit, dell’università, della ricerca scientifica e sanitaria.
Sicuramente anche
quest’anno (cioè nella prossima Dichiarazione dei Redditi 2009 per l’anno
fiscale 2008) sarà possibile usufruirne. Perché non pensare a mettere in piedi
associazioni culturali o di volontariato laico o di ricerca scientifica o altro
ancora che possano beneficiare di questa forma di finanziamento dal basso? Cosa
fanno la sinistra e i movimenti in questo campo? Qualcuno ci sa dare una
risposta? Qualcuno ci sa dare esempi positivi di come si possa fare politica
nel sociale usando (legalmente) i meccanismi dello Stato italiano?
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materiali
resistenti
http://materialiresistenti.blog.dada.net/post/1206918417/crisi+
democratica#more
crisi democratica
Su Materiali resistenti,
rivista web a cadenza mensile, potete trovare un bell’articolo di Alberto Bugio intitolato Crisi democratica. Il paradosso
innominabile della crisi democratica, che affronta il tema del trasformismo
politico nella storia e nella più recente cronaca politica italiana.
Dice Bugio:
“Cambiare il sistema politico a partire dalla mutazione della propria identità
facendo propri molti elementi di quella che caratterizza l'antico avversario.
Sempre in nome della concordia. E del mantenimento dello status quo (…)
Con la nascita del Pd si è compiuta per tanti ex-comunisti la traversata
del deserto cominciata nell'89 alla Bolognina (…).
Gran parte della dirigenza post-comunista si è organicamente insediata al
centro del sistema politico, ripudiando con fervore e fragore i fondamentali
della propria precedente identità. I programmi, ridotti a spot propagandistici,
non rimandano ad alcuna cultura politica degna di questo nome. Contano solo le
facce dei leader o dei candidati eccellenti. E l'orizzonte politico, eclissato
il tema eversivo della trasformazione, precipita sull'esistente e sulla sua
gestione.
Insomma, ancora una volta gran parte della sinistra italiana si «trasforma» per
convergere nel «grande centro» contro cui era nata e che per lungo tempo ha
considerato l'altro da sé. Perché ciò nuovamente avvenga è oscuro. E, come nel
caso del trasformismo classico, le risposte moralistiche o «antropologiche» (…)
lasciano insoddisfatti. Probabilmente la questione delle questioni concerne la
difficoltà dell'operare in questa società senza appartenerle, e mantenendo
intatta la tensione al suo superamento. (...)
Quanto alla prospettiva, vale la pena di osservare che (…) il quadro non
presenta solo ombre e forse rivela anche qualche luce. (…) Chissà che - come in
passato - anche questo ennesimo centralizzarsi della «classe politica» non
risponda a un moto tellurico che ancora non si manifesta in superficie. Ma che
scava sottotraccia e rode le fondamenta di un edificio fragile, se non già periclitante.”
L’articolo è lungo e contiene molte
indicazioni bibliografiche preziose per
chi volesse approfondire l’argomento.
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Monthly Review
Continuiamo a segnalare articoli
tratti dal sito web di Monthly Review, la famosa rivista di sinistra statunitense.
Il pezzo che vi segnaliamo si intitola “Political
Islam in the Service of Imperialism”
ed è di Samir Amin. Ci
sembra particolarmente interessante in quanto parla dell’integralismo islamico
che è stato citato e usato come strumento interpretativo da Badiale e Bontempelli nel libro La sinistra rivelata, di cui
pubblichiamo una recensione proprio su questo numero di Cassandra. E’
possibile scaricarlo dal sito della rivista, all’indirizzo che
indichiamo più sotto.
Political Islam in the Service of Imperialism
by Samir Amin
December
2007, http://www.
monthlyreview.org/1207amin.htm
«All
the currents that claim adherence to political Islam proclaim the “specificity
of Islam.” According to them, Islam knows nothing of the separation between
politics and religion (…) their remarks reproduce, almost word for word, what
European reactionaries at the beginning of the nineteenth century (…) said to
condemn the rupture that the Enlightenment and the French Revolution had produced
in the history of the Christian West!
On
the basis of this position, every current of political Islam chooses to conduct
its struggle on the terrain of culture(…) In reality, the militants of
political Islam are not truly interested in discussing the dogmas that form
religion. (…)
The
exclusive emphasis on culture allows political Islam to eliminate from every
sphere of life the real social confrontations between the popular classes and
the globalized capitalist system that oppresses and exploits them. The
militants of political Islam have no real presence in the areas where actual
social conflicts take place and their leaders repeat incessantly that such
conflicts are unimportant. (…)
On the terrain of the real social issues, political
Islam aligns itself with the camp of dependent capitalism and dominant
imperialism. It defends the principle of the sacred character of property and
legitimizes inequality and all the requirements of capitalist reproduction».
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Rethinking Marxism
Rivista marxista di lingua
inglese, pubblicata negli Stati Uniti d’America:
http://www.tandf.co.uk/journals/titles/08935696.asp
"The aim of RETHINKING MARXISM is to stimulate
interest in and debate over the explanatory power and social consequences of
Marxian economic, cultural, and social analysis. To that end, we publish
studies that seek to discuss, elaborate, and/or extend Marxian theory. Our
concerns include theoretical and philosophical (methodological and epistemological)
matters as well as more concrete empirical analyses-all work that leads to the
further development of distinctively Marxian discourses. We encourage
contributions from people in many disciplines and from a wide range of
perspectives. We are also interested in expanding the diversity of styles for
producing and presenting Marxian discourses.
One distinguishing aim of this journal is to ensure that class is an
important part, but not the exclusive focus, of Marxism. We are therefore
interested in the complex intersection of class with economic, political,
psychological, and all other social processes. Equally important is the task of
exploring the philosophical positions that shape Marxian analyses.
We are interested in promoting Marxian approaches to social theory
because we believe that they can and should play an important role in
developing strategies for radical social change-in particular, for an end to
class exploitation and the various forms of political, cultural, and
psychological oppression (including oppression on the basis of race, gender,
and sexual orientation). We especially welcome research that explores these and
related issues from Marxian perspectives" (così dal sito).
L’abbonamento costa la
bellezza di 79 US $ (e noi che Cassandra ve la regaliamo!). Non è
possibile scaricare gli articoli on line, ma
cliccando su un bottone è possibile vedere gratis i summaries
dell’ultimo numero, di cui ne segnaliamo tre sull’analisi di classe che ci
sembrano interessanti. Si tratta di "Who Appropriates the Surplus? di
Victor D. Lippit , "From Communism to
Capitalism: Rethin-king the Boundaries of Class
Analysis" di Jonathan Diskin
e "The Categories of Class Analysis and the Soviet Experience: A Reply to
Victor Lippit, Satya
Gabriel, and Jonathan Diskin" di Stephen Resnick e Richard
Wolff . Purtroppo non
potendo leggere gli articoli nella loro interezza, non possiamo fare alcun
commento.
La rivista stà organizzando una conferenza per l’anno in corso:
RETHINKING MARXISM
CONFERENCE – rm06
October 26-28, 2006
University of Massachusetts,
Amherst
Tra i nomi indicati per il
comitato organizzatore vi sono i seguenti:
Ernesto Laclau · Julie Graham · Stephen Resnick · Rick Wolff · Susan Buck-Morss
· Kojin Karatani ·
Liza Featherstone · Stephen Cullenberg · David F. Ruccio · Susan Jahoda · Antonio Callari ·
Warren Montag · Sut Jhally · Carole Biewener ·
Jonathan Diskin · Erik Olsen · Bruce Roberts ·
Blair Sandler · Eray Duzenli
· Philip Kozel and many others in an international
gathering of scholars and activists dedicated to the state of contemporary
Marxism and its many current correlates and derivatives.
Chi volesse entrare in
contatto, può farlo scrivendo all’indirizzo mail: www.rethinkingmarxism.org
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